giovedì 9 aprile 2009

Sono le 0.21..

..Ascolto Brian Eno.
Ci ho pensato mezz'ora se scrivere o non scrivere questo post.
Che voglio che la gente sappia? è così necessario che una persona per forza comunichi con un'altra? Se uno smette di comunicare muore? Io credo semplicemente che a volte i silenzi siano più eloquenti delle parole. Si, perchè noi parliamo, continuamente, senza freno, pronunciamo monosillabi, parole ed intere frasi che a volte però non hanno per niente senso. Non dicono nulla, sono parole vuote, parole che sono definite tali solo perchè rappresentano un concetto, una cosa ma che alla fine non dicono niente e sopratutto non CI dicono nulla. Io ho deciso di stare zitta.
Se non ho nulla da dire e se non devo rispondere per forza preferisco stare zitta e sprofondare nel nulla o nel tutto, dipende. Nel silenzio trovo conforto come in questo momento : sento solo le mie dita battere sui tasti della tastiera, non è meraviglioso?
Forse la scelta del silenzio ad oltranza è errata perchè crea fraintendimenti, tensioni. Sarebbe raccomandabile che io imparassi ad esprimere quello che provo, invece che tenermi tutto dentro o meglio rispondere alle domande "Niente" solo per ripoter cadere in questo mio stato di mutismo.
é la vergogna, è il senso di inappropriatezza, è la sfiducia in me stessa, è la paura di sbagliare o forse una cosa decisamente più brutta che non mi va e basta, si , forse non mi va.
Non lo faccio per sfiducia nell'altro (visto che se già ci parlo di cosemie è cosa grande e RARA) ma semplicemente perchè sono fatta così (non è una motivazione lo ammetto) e mi piace ritagliare questo piccolo spazio per pensare ma anche per non pensare, perchè a volte proprio non mi va di farlo.
Vorrei solo riuscire a comunicarti quello che veramente penso e provo in determinati momenti e vorrei che tu continuassi questo "nostro" dialogo, ma sopratutto, che tu ne instaurassi un altro con te stesso.
(ti chiedo scusa)

Notte.

domenica 5 aprile 2009

Parliamo di cose serie..

Ho appena finito di vedere lo speciale di "Blu notte" sui rapporti America-Italia e non posso che dire : inquietante e disgustoso.
Si perchè Ok ci avete liberato, siete arrivati belli belli dalle vostre praterie, abbronzati dal sole della California, mentre noi poretti morivamo di stenti ed andavamo a comprare il burro(se c'era) alla borsa nera e vi abbiamo accolti come eroi della patria, come salvatori, come Cristo, insomma siete stati i benvenuti. Voi di rimando cosa avete fatto? Avete liberato il principe Junio Valerio Borghese?B-R-A-V-I. Vi siete infiltrati in tutti i nostri organi statali e parastatali, servizi segreti, governo?B-R-A-V-I. Avete appoggiato la mafia locale?La destra estremista?B-R-A-V-I-S-S-I-M-I.
Non sapete quanto mi abbia lasciato turbata questo "speciale", cavolo. A pensare che stragi come quelle di piazza Fontana o del treno Italicus o quella di Bologna possano essere state in qualche modo foraggiate dai servizi segreti americani, mi vengono i brividi, rimango attonita, sconcertata.
La cosa più triste è che non sapremo mai la verità a meno che, qualcuno sappia DOVE trovare i documenti segreti dell'attività dei servizi segreti americani in Italia negli anni 70-80, ma tanto, voi credete ci sia scritto qualcosa del tipo" Siamo stati noi"?
Che schifo.

mercoledì 1 aprile 2009

Cavolo

Ieri ci pensavo, ma perchè ho chiamato 'sto blog "osservatorio non connivente"?
Sarà che la parola "connivenza" mi è sempre tanto piaciuta, nel senso, io NON sono una persona connivente, anzi, direi che non riesco nemmeno a pensare a me che sto zitta e rimango a guardare (al massimo guardo e poi esplodo,si, tipo bomba atomica), vabbè, non è questo il punto.(W LA PARATASSI)
Stasera vado a letto presto (forse).
Ciao.